
La sfilata di moda organizzata nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino il 5 giugno scorso, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI), rappresenta un potente esempio di inclusività e creatività che unisce due mondi spesso marginalizzati: donne detenute e donne con disabilità visiva. Questo evento così importante e complesso nella sua realizzazione è stato reso possibile anche grazie al Progetto L.E.I. (Lavoro, Emancipazione, Inclusione) promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo e coordinato da Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri, che sostiene percorsi di crescita sociale e lavorativa per le donne in carcere.
Nel contesto della detenzione, l’isolamento è una condizione comune tra le detenute, una forma di separazione dalla società che crea barriere emotive e sociali. Parallelamente, le donne ipovedenti vivono una forma di isolamento simile dovuta alla disabilità visiva. La sfilata mette in luce questo legame simbolico e reale, sottolineando come l’inclusività possa essere un valore fondamentale per superare le barriere e promuovere la solidarietà tra persone con esperienze di isolamento diverse ma altrettanto profonde.
Il Progetto L.E.I., in particolare, si propone di offrire alle donne detenute opportunità formative e di inserimento lavorativo, favorendo percorsi di reinserimento sociale. La collaborazione con l’UICI e il coinvolgimento delle donne con disabilità visiva ha fatto emergere la bellezza della condivisione e della creatività.
Ringraziamo in particolare il laboratorio Arione e la sartoria sociale Il Gelso, per aver contribuito alla realizzazione degli abiti che sono stati indossati per animare una sfilata realizzata nel carcere di Torino su una passerella appositamente adattata per rendere l’esperienza accessibile a tutte. La moda, in questo caso, diventa uno strumento di inclusività, empowerment e costruzione di ponti umani.
Questa iniziativa valorizza il ruolo della comunità e dei progetti sociali nell’abbattere pregiudizi e costruire nuove possibilità di vita, facendo emergere la dignità e il talento delle donne coinvolte. La sfilata nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” è così molto più di un evento di moda: è un messaggio di inclusione, di condivisione e di speranza per un futuro dove le differenze non sono divisive ma fonte di arricchimento comune.

