Progetto Lei

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Seminario “Carcere e Impresa”

Quando la “pena” è strumento di formazione e cambiamento Come il lavoro e la formazione contribuiscono a costruire il futuro di persone detenute? Su questo tema si confronteranno la direttrice del carcere di Torino, alcune associazioni del privato sociale ed imprenditori che intervengono a vario titolo per trasformare la pena in occasione di riscatto sociale e di ritorno alla legalità.

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Sostenere e accompagnare il cambiamento

Il programma LOGOS della Fondazione Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo si integra al progetto LEI  in riferimento alle donne in uscita dal carcere segnalate e prese in carico, delineando per ciascuna di esse un possibile percorso di inclusione. A partire dalle segnalazioni da parte del progetto LEI, l’equipe di Logos avvia un processo conoscitivo della persona attivando un confronto diretto anche con gli operatori (interni al carcere e della rete LEI) che sono già intervenuti nelle fasi del progetto intramoenia per raccogliere un quadro informativo iniziale.  A seguito di questa fase, viene definita la commissione di idoneità nella quale, insieme all’equipe del programma Logos, è presente un rappresentante dell’Ufficio Garante delle persone private della libertà di Torino. In quella sede di discussione e presentazione del “caso”, si definisce l’effettiva presa in carico progettuale. La presa in carico può prevedere, a seconda di quanto viene concordato con la persona:  Tra le altre azioni è prevista l’erogazione di un trasferimento monetario di reddito minimo, a favore della persona presa in carico e l’inserimento abitativo in una residenza temporanea, qualora la beneficiaria non disponga di una rete di supporto amicale o familiare all’esterno

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Efficienza e Solidarietà

ImpattoZero è una Cooperativa sociale di inserimento lavorativo attiva nel settore delle lavanderie industriali, ed è presente dal 2013 all’interno della Casa Circondariale di Torino dove gestisce un impianto in cui lavorano detenuti di entrami i generi. Nel 2019 la Cooperativa ha aperto un’unità locale in provincia di Torino, li vengono inseriti i lavoratori e le lavoratrici provenienti dal Carcere Torinese, avendo così la possibilità di accedere alle misure alternative alla detenzione ed affrontare la difficile fase del reinserimento con un lavoro ed una autonomia economica. Impattozero è una realtà che dimostra come si possa fare impresa coniugando l’efficienza necessaria per reggere il mercato, senza perdere di vista l’attenzione verso le persone più fragili. L’essere parte del Progetto Lei, ha permesso alla Cooperativa, grazie al lavoro di rete con gli altri partner, di inserire al lavoro 25 donne, di queste, ad oggi, nessuna è più tornata in carcere a riprova di come l’opportunità lavorativa riduca la recidiva e permetta a chi è stato in prigione una vita dignitosa ed onorevole, nel pieno rispetto del dettato costituzionale che individua nella pena un strumento per la rieducazione.

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RI-ATTIVARE TALENTI ATTRAVERSO LA FORMAZIONE

Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri è un ente che opera da più di quarant’anni nelle carceri di tutto il Piemonte, offrendo percorsi di qualificazione formativa e con essi possibilità di reinserimento sociale e lavorativo dopo la pena. In questa sua ampia esperienza, da 5 anni lavora nel coordinare il Progetto LEI, sostenendo la filiera di interventi rivolti alla presa in carico di donne detenute del carcere di Torino. Fare formazione in carcere e fare formazione alle donne detenute richiede approcci, metodologie e attenzioni che tengano in considerazione il bagaglio di chi partecipa, caratterizzato spesso da fragilità, fatiche emotive e difficoltà personali. La formazione in questa dimensione diventa a tutti gli effetti un CONTESTO ABILITANTE che accompagna la donna ad acquisire competenze professionali spendibili e rispondenti ai bisogni del mercato del lavoro e sviluppare la propria identità professionale e lavorativa. La persona in formazione in questo modo può costruirsi il proprio progetto personale in cui la PROFESSIONALITÀ diventa la chiave per un successivo inserimento lavorativo e sociale e per un futuro di riscatto e di rientro nella legalità. Nel primo periodo di formazione vediamo spesso allieve poco fiduciose nelle loro capacità, poco motivate e quasi certe del loro fallimento.  Rileviamo importanti cambiamenti quando, acquisendo nuove competenze e scoprendo di averne già nel proprio bagaglio personale, scoprono in loro talenti e abilità. Da una iniziale passività vediamo una partecipazione sempre più attiva. I progressi, i successi ma anche gli insuccessi registrati si inseriscono in un contesto in cui l’allieva può contare su risorse importanti quali il docente, il tutor e anche il gruppo classe che diventa esso stesso sostegno nelle difficoltà. Nel percorso formativo l’allieva sviluppa quegli aspetti importantissimi che pongono le basi per un successo nel mondo del lavoro: la costanza, l’impegno, l’abitudine alla fatica, il superamento delle difficoltà, il mettersi in gioco, l’accettare i propri limiti e cercare di superarli, la continua ricerca di miglioramento. Con questo bagaglio la donna una volta ottenuta la qualifica può affrontare ben equipaggiata il proprio futuro e iniziare a ricostruirsi una vita, nella direzione del riscatto e del ritorno alla legalità. Sostenere il Progetto Lei, per noi vuol dire proprio questo: offrire alle donne che si trovano in carcere un percorso abilitante che permetta loro di trasformare il tempo della pena in tempo della riabilitazione e per costruire insieme il loro futuro nella società.

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